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In crisi il comparto delle motherboard: ASUS e GIGABYTE in calo del 10%

 
 
14.12.2015 - In crisi il comparto delle motherboard: ASUS e GIGABYTE in calo del 10%

Il 2015 non è stato un anno di successi per quanto concerne l'impegno di Asustek Computer e GIGABYTE nel settore delle motherboard, dove entrambe le aziende detengono storicamente il ruolo di player dominanti per quanto concerne i volumi annualmente commercializzati.

La crisi del settore dei PC, e in particolare delle soluzioni di tipo desktop, ha influenzato, infatti, anche le performance dei giganti Asustek e GIGABYTE, in accordo a un report proveniente dai fornitori taiwanesi dei componenti elettronici, e ripreso on line da DigiTimes.

Sia Asustek che GIGABYTE, infatti, dopo aver immesso sul mercato dagli 8.5 ai 9 milioni di motherboard nel corso della prima parte del 2015, avvalendosi anche di forti campagne di marketing, da un lato, e sconti, dall'altro, hanno fatto registrare una brusca frenata nel terzo trimestre, arrivando a commercializzare singolarmente in tale finestra meno di 5 milioni di schede madri.

E' quindi evidente che i due maker non hanno affatto beneficiato di una sorta di (potenziale) effetto Skylake di Intel (oltreché del lancio di Windows 10 di Microsoft), considerando che la domanda nel Q3 è risultata molta deludente e peraltro in linea con le stime relative al quarto e ultimo trimestre del 2015.

Ne consegue che si prevede un volume di motherboard commercializzate alla fine dell'anno corrente compreso tra i 17 e i 17.5 milioni. Si tratta di numeri che certificherebbero un calo, anno su anno, pari a circa 10 punti percentuali per ciascuno dei due player.

Questo trend non risparmia naturalmente i motherboard maker di dimensioni inferiori, come Elitegroup Computer Systems (ECS), Micro-Star International (MSI) e Biostar, e in alcuni casi ne pone a rischio anche la presenza nel comparto. E' questo il caso della cinese Onda, che nel 2016 ha pianificato l'abbandono graduale del business.

Anche perchè gli analisti ritengono che il prossimo anno porterà con se una ulteriore contrazione dell'intero comparto pari al 10%.





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